29Dic, 2016
Attenzione ai botti di fine anno. Ai cavalli non piacciono affatto! Ecco cosa c’è da sapere.
Il cavallo ha un udito molto simile a quello dell’uomo.
La principale differenza è che il cavallo è in grado di udire suoni con frequenza leggermente più alta, mentre non è però in grado di udire i suoni molto bassi, che invece l’orecchio umano è in grado di percepire. Più alta è la frequenza delle onde sonore più il cavallo lo percepisce come suono acuto, mentre più è bassa la frequenza delle onde più la tonalità del suono sarà bassa. Il cavallo è in grado di sentire suoni con frequenze da 60Hz a 33.5 hKz. Ma pare che anche a frequenze più basse il cavallo possa percepire rumori e suoni che a livello teorico non dovrebbe essere capace di udire, grazie alle vibrisse e agli zoccoli. Tramite le vibrisse, (le vibrisse altro non sono che una moltitudine di peli aventi funzioni particolari che si trovano sul musello, in grado di cogliere anche minime vibrazioni) in particolare, captano anche le più leggere vibrazioni e grazie alle cellule recettrici degli stimoli meccanici presenti nello zoccolo, il cavallo percepisce dal terreno anche altri suoni di bassa frequenza.
Si pensi che con il suo sistema uditivo, il cavallo, è in grado di individuare la sorgente sonora in uno spazio approssimativo di 25°.Il rilevamento può avvenire anche a grande distanza, i cavalli infatti, sono in grado di percepire rumori deboli provenienti da una distanza di 4400 metri.
Si è riscontrato che in allevamenti di mucche, cavalli e conigli, le conseguenze delle esplosioni possono provocare nelle femmine gravide addirittura l’aborto da trauma da spavento.
Secondo quanto diramato dal WWF fonte Askanews, si stima che ogni anno in Italia almeno 5.000 animali muoiano a causa dei botti di fine anno.
Il primato è per gli animali selvatici, infatti costituiscono ben l`80% , e si tratta, soprattutto di uccelli, tra i quali non mancano casi di rapaci, che spaventati perdono il senso dell’orientamento ed effettuano una fuga istintiva rischiando di colpire un ostacolo a causa della scarsa visibilità. Altri abbandonano il loro dormitorio invernale (alberi, siepi e tetti delle case), vagano al buio alla cieca anche per chilometri, e non trovando altro rifugio muoiono per il freddo a causa dell’improvviso dispendio energetico a cui sono costretti in una stagione caratterizzata dalla scarsità di cibo che ne riduce l`autonomia. A ciò va aggiunto anche lo stress indotto dai botti, anch’esso causa di morte frequente. Nei gatti, e soprattutto nei cani, un botto crea stress e spavento da indurli a fuggire dai propri giardini e recinti, per scappare dal rumore a loro insopportabile, finendo spesso vittime del traffico o di ostacoli non visibili al buio. Ciò è dovuto in particolare alla loro soglia uditiva infinitamente più sviluppata e sensibile di quella umana. L`uomo ha un udito con una percezione compresa tra le frequenze denominate infrasuoni, intorno ai 15 hertz, e quelle denominate ultrasuoni, sopra i 15.000 hertz. Cani e gatti, invece, hanno facoltà uditive di gran lunga superiori: il cane fino a circa 60.000 hertz mentre il gatto fino a 70.000 hertz.
“Non utilizzare i botti – dichiara Claudio d`Esposito, Presidente del WWF Terre del Tirreno – sarà un segno di civiltà e sensibilità anche nei confronti di tutti gli operatori, in particolar modo i Vigili del Fuoco, che il primo dell’anno devono intervenire per interventi di soccorso di animali rifugiatisi in ogni dove, per non parlare dei gravi incidenti provocati alle stesse persone. Non va dimenticato che le Forze dell’Ordine possono applicare nei confronti di tutti l`articolo 703 del codice penale, che recita: “Chiunque, senza la licenza dell’Autorità, in un luogo abitato o nelle sue adiacenze, o lungo una pubblica via o in direzione di essa (…) accende fuochi d’artificio, o lancia razzi (…), o in genere, fa accensioni o esplosioni pericolose, è punito con l’ammenda fino a euro 103, se il fatto è commesso in un luogo ove sia adunanza o concorso di persone, la pena è dell’arresto fino a un mese”.
Fonte Askanews
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