CICCILL’ U SPAGNUL “ULTIMA CORSA”

CICCILL’ U SPAGNUL “ULTIMA CORSA”

8Feb, 2018

Se i fragni secolari avessero voce racconterebbero di Ciccillo , di quel piccolo  grande “dirugginatore”, che, nella sua carriera ha ammansito oltre 1000 cavalli.

La sua è stata una vita di sudore, di fatica, il padre, Giuseppe, trainere, gli aveva trasmesso i primi rudimenti, e lui,  di questi ne aveva fatto tesoro, divenendo l’uomo di fiducia di Carlo Congedo, colui,  che del Centro Addestramento del Cavallo Murgese, alla fine degli anni ’90,  alla Masseria Russoli  a San Simone in provincia di Taranto,  prima, a al Galeone poi tra Martina Franca, Noci e Alberobello  ne aveva fatto una vera punta di diamante, lanciando  la grande  sfida per  ottenere un Murgese versatile agli sport equestri. Francesco Nigri, in arte Ciccill U Spagnul, soprannome ereditato dal padre per via della guerra  che aveva condotto  in Spagna,   ma per me semplicemente Ciccill’, in realtà è stato il  testimone  di un passaggio epocale, quello della valorizzazione della Razza Murgese,  in cui, lui,   sapientemente ne ha interpretato le gesta, utilizzando quella sua innata cultura equestre, quel grande coraggio,  quella inconfondibile determinazione unita ad una buona  dose di   temerarietà,    mettendosi a disposizione di intere generazioni di appassionati,  di cultori ed   esperti di razza e dei Forestali che avevano tra le  principali funzioni quella di riorganizzare  e promuovere lo sviluppo della Razza Murgese.

Ciccill, fu tra le prime persone che incontrai nel mio girovagare tra i cavalli, nei  viaggi a cavallo tra le Murge e il Salento,  spinta dalla insaziabile voglia di conoscere,  ma ciò che davvero me lo rende caro, anche oggi che ci ha lasciato, purtroppo per una brutta infezione polmonare, curata con amorevole  attenzione dalla sua grande famiglia, ricordiamo che ha avuto sei figli, cinque femmine e un maschio,  Giuseppe , anche lui si chiama come il nonno, tra altro un ottimo   Forestale a cavallo, orgoglio di Ciccio, oltre che dieci nipoti, è quel suo sguardo di uomo buono, buono davvero. E ciò non è facile soprattutto in alcuni ambienti in cui la necessità dei risultati e del bisogno di accorciare i tempi rende tutti molto più duri.

L’ultima volta che ho abbracciato Ciccill’ è stato al Mercato Concorso del Cavallo  Murgese  e sembra strano ma tra me e me feci una inconsueta considerazione…che condivisi con un caro amico Rocco De Siena, veterinario e figlio di un grande forestale Andrea De Siena… “Rocco, dissi – Cicc’  ten sempre u sguard  doce” , “Hai ragione – mi disse Rocco – ma pensa va ancora a cavallo e devi vedere quel che è capace di fare “. Poco dopo condivisi con lui un intervista che ripropongo su questa pagine, resa su You Tube e commentammo una fantastica pariglia che si presentava davanti a noi. Era quella dei grigi “caveza de moro” di Michele Caroli, e lui rigirando il dito  sulla guancia destra, cotta dal sole, come fanno i bambini quando devono dirti che hanno mangiato la marmellata  e,  che è buona e ne vorrebbero ancora, mi guardò dicendomi con sguardo complice   – vedi De’ quella è bon’ – riferendosi appunto al bel mostrarsi di quei cavalli, di cui non ne apprezzava solo le fattezze ma finanche il movimento.

Ecco voglio ricordarlo così, insieme a tutti  voi e a tutti coloro che l’anno conosciuto ed apprezzato. Ciccil U Spagnul ci mancherà, ma sarà sempre tra noi finchè ne racconteremo le sue avventure.

Alla famiglia il nostro affettuoso pensiero.

 

 

 

 

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