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FURTI DI CAVALLI, NE PARLIAMO CON HORSE ANGELS

FURTI DI CAVALLI, NE PARLIAMO  CON HORSE ANGELS

4mag, 2020

Furto  di cavalli, un argomento che è particolarmente a cuore ai nostri lettori, che, in questo ultimo periodo ci hanno sollecitato più volte. Ultimamente la cronaca, complice i social, che hanno un effetto tam tam, anche perché attraverso di essi i proprietari cercano  per le vie brevi di ritrovare i propri cavalli,  ha dato ai furti equidi grande visibilità, rispetto al passato in cui le notizie rimanevano più circoscritte.

In Italia  e purtroppo in Puglia, soprattutto nel Salento,   i furti di cavalli sono piuttosto frequenti, l’Associazione Horse Angels, che si occupa di tutela giuridica, animali, e ambiente,   se ne è occupata più volte.  In Puglia- conferma la presidente e fondatrice dell’Associazione,  Roberta Ravello, che abbiamo intervistato – abbiamo collaborato con diversi avvocati, soprattutto penalisti, tra cui Fabio Campese, Francesco Vergine e Valentina Porzia, per l’attività di tutela giuridica svolta dall’associazione nei confronti dei soggetti che il nostro statuto si propone di tutelare, tra cui appunto i cavalli.

Dottoressa Ravello, in questo periodo particolare , di emergenza sanitaria, dovuta al Covid 19,  quali sono gli effetti sul furto dei cavalli?

“In questo periodo caratterizzato dall’emergenza Covid19, con maneggi chiusi, ippica chiusa… gente che ha perso (almeno temporaneamente) il lavoro, ci può essere stata una recrudescenza di furti finti, ovvero di proprietari che consegnano a commercianti “di frodo” i propri cavalli non macellabili, per toglierseli dalle spese. Alle volte è anche il proprietario di una scuderia con clienti non paganti, che si rivolge ai professionisti ricettatori di cavalli per togliersi il problema di dover mantenere cavalli di terzi che hanno smesso di pagare le pensioni.”
Mi sembra un dato abbastanza inquietante, che in un certo senso rende il mondo equestre meno edulcorato di quanto spesso si ritenga. Al di là dell’emergenza qual’è la tipologia di furti che oggi viene perpetrata? E che tipo di domanda c’è in tal senso.
I furti appartengono a due tipologie.  Da una parte la domanda di carne equina non è diminuita nel tempo, mentre di converso sono diminuiti negli ultimi 10 anni i cavalli . L’ultimo censimento di BDN (banca dati nazionale della sanità animale) dava al 31.12.19 =181.827 equidi in Italia. Una consistenza inferiore rispetto  al 2008.
Chi viveva e vive di macellazione equina, specialmente gruppi del sottobosco e del sommerso, magari legati a clan di zoomafia, potrebbe aver sopperito alla mancanza di soggetti legalmente da macellare attraverso i furti, come espediente per arrotondare i propri redditi mensili, tutto in nero.
Mi pare di capire che oltre i furti “veri” ci siano i cosiddetti furti “finti”?
E’ chiaro, i furti finti, sono un bel problema. Prima dell’obbligatorietà della chippazione e dell’anagrafica DPA/NON DPA per la tracciabilità equina (macellabile o non macellabile a seconda dei trattamenti farmacologici approntabili), in Italia i cavalli potevano finire al macello tutti, al termine della loro redditività, senza particolare burocrazia.
Man mano che sono aumentati nel paese i cavalli NON DPA (non macellabili per la filiera umana), è aumentato anche il problema del fine carriera.Quando si parla di furti finti, si intende la sparizione di cavalli altrimenti non macellabili, che scompaiono dalla loro stalla, scuderia, maneggio, con un furto su commissione.
Furti su commissione. I cavalli, quindi, vengono volontariamente dati al commerciante commissionandone la scomparsa?
Si,  volontariamente i cavalli vengono dati al commerciante, ma poiché si tratta di cavalli che non possono terminare la loro vita alla macellazione legalmente, e poiché la stalla di origine deve spiegarne la scomparsa, il titolare della medesima stalla dichiara che quei cavalli sono stati rubati nottetempo… così si scarica della responsabilità del loro destino e del costo del loro mantenimento gli stessi che rubano cavalli per la macellazione illegale, sono disposti a ritirare i cavalli anche per i furti su commissione… per loro è sempre reddito sommerso, da non tracciare dal punto di vista del fisco.
Nei riguardi del fenomeno del furto dei cavalli, oltre a sensibilizzare le istituzioni, cosa si piuà fare?
Purtroppo si può fare poco. Per il fenomeno dei furti finti, la nostra azione va verso l’alto, perché maggiori siano i controlli sia durante i trasporti, sia nei luoghi di destinazione, i macelli. E’ evidente che nel caso del furto finto, la denuncia della scuderia che si vede l’ammanco dei cavalli, sia nei confronti di ignoti, e che la stessa scuderia non si rivolga affatto ad associazioni animaliste per ottenere un maggiore pressing delle forze dell’ordine per l’indagine. Nel caso di furto vero, è più probabile che il soggetto leso ci contatti. Ed è effettivamente capitato. Nel preciso, è capitato 3 volte nell’ultimo anno. In tutti e 3 i casi, si trattava di denunce di furto contro ignoti. Ovvero i soggetti lesi non avevano registrazioni video o prove relativamente a un possibile colpevole. In questi casi, può poco l’associazione animalista, tranne che sollecitare le forze dell’ordine a non tirarsi indietro alle indagini e quindi a rintracciare i colpevoli. Non si tratta di indagini che vengono considerate dalle forze dell’ordine una priorità, rispetto a reati sulle persone. E in nessuno dei 3 casi citati le forze dell’ordine medesime hanno rintracciato un colpevole e quindi noi si è potuto costiturci per dare manforte al proprietario leso nell’arrivare in penale a un giudizio di colpevolezza sul ricettatore di cavalli. Sicuramente, non abbiamo abbastanza risorse per assumere un investigatore privato perché rintracci il colpevole, quindi un nostro aiuto nel trovare i ricettatori ci può essere solo se, pubblicando un annuncio di un furto, qualcuno parla spontaneamente con noi, magari sotto anonimato, per farci sapere chi è il colpevole. Una persona informata sui fatti insomma. Ma non è mai successo ad oggi che qualcuno facesse la spia con noi sui responsabili di un furto o dell’altro. Se succedesse, dovrebbe comunque essere nel giro di poche ore dal furto, perché poi per l’accusa servono le prove, e quindi occorre che escano le forze dell’ordine e trovino i cavalli vivi nella stalla del ricettatore. Accusare qualcuno di aver rubato uno o più cavalli, senza prove e senza testimoni, sarebbe infatti un non senso dal punto di vista giuridico, non porterebbe di sicuro ad incriminare l’accusato, semmai il contrario, ad essere accusati di ingiuria o diffamazione.
In Italia il consumo di carne equina si è ridotto negli anni, ma non si sa se come causa o conseguenza al numero inferiore di cavalli sul territorio. Come esplicato in precedenza, la popolazione equina si è molto ridotta negli ultimi 15 anni, tale da non sopperire alla richiesta di carne equina. Cavalli vengono regolarmente importati dall’est Europa per essere macellati, a riprova che in Italia non ce ne sono a sufficienza per la domanda espressa.
Cosa vi proponete di fare come Associazione ?
Come associazione ci proponiamo di tutelare tutti gli equini, quale che sia il loro impiego e quale che sia il loro destino. Ci piacerebbe che l’equide fosse riconosciuto come animale d’affezione, e come tale non essere macellato. Ma siamo lontani anni luce da una tale soluzione che presuporrebbe che i proprietari si tenessero i loro animali fino a morte naturale. Invece i cavalli tendono a cambiare di più mani nel corso della loro esistenza, e a finire nel circuito della macellazione, legale o illegale, quale che sia la loro registrazione anagrafica, anche perché non esistono fondi per il pensionamento a carico dello stato dei cavalli indesiderati. Secondo l’esperienza di Horse Angels, sono una minoranza i proprietari che portano avanti la responsabilità di mantenere il proprio equino fino a morte naturale.
Quali i consigli dottoressa Ravello?
Per circorscrivere i furti veri, occorre non tenere i cavalli in pascoli incustoditi. Solo una recinzione a prova di furto e/o telecamere, la presenza di un custode anche di notte, e di cani che danno l’allarme al custode, possono circoscrivere i furti veri. Per quanto riguarda invece prevenire o circoscrivere i furti finti, quella se è possibile è una lotta ancora più dura. Bisognerebbe costringere i proprietari alla coerenza con il destino ultimo e anche quelle istituzioni che promuovono sport con i cavalli, e dunque incentivano gli stessi a registrare gli animali come non macellabili perché possano fare farmaci utilizzati frequentemente per gli equidi sportivi ma vietati per gli animali da macello. Coerenza con destino ultimo può significare solo accantonare i soldi per il pensionamento, cioé per quando il cavallo avrà terminato di avere una redditività come equide da sport e avrà bisogno di essere mantenuto esclusivamente come animale da compagnia.
I ladri di cavalli veri rubano qualsiasi cavallo che sia facile rubare facendola franca. I ladri di cavalli su commissione, che sono spesso gli stessi personaggi, vanno dove sono chiamati per togliere di mezzo cavalli diventati scomodi, che i proprietari non possono o non vogliono più mantenere.
Abbiamo cercato di fare luce con la dottoressa Ravello, che ringraziamo, sul complesso mondo che attiene ai furti di cavalli. Noi come sempre ci auguriamo che non avvengano e che  qualora dovessero avere luogo  si rintraccino i malfattori. E soprattutto che questi  non siano per commissione.
 La maggioranza dei nostri lettori sappiamo quanto abbia  a cuore la salute dei propri animali, e quanto ci tengano, pertanto speriamo di aver fatto semplicemente focus su un argomento spesso tabù.

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