Mi pare di capire che oltre i furti “veri” ci siano i cosiddetti furti “finti”?
E’ chiaro, i furti finti, sono un bel problema. Prima dell’obbligatorietà della chippazione e dell’anagrafica DPA/NON DPA per la tracciabilità equina (macellabile o non macellabile a seconda dei trattamenti farmacologici approntabili), in Italia i cavalli potevano finire al macello tutti, al termine della loro redditività, senza particolare burocrazia.
Man mano che sono aumentati nel paese i cavalli NON DPA (non macellabili per la filiera umana), è aumentato anche il problema del fine carriera.Quando si parla di furti finti, si intende la sparizione di cavalli altrimenti non macellabili, che scompaiono dalla loro stalla, scuderia, maneggio, con un furto su commissione.
Furti su commissione. I cavalli, quindi, vengono volontariamente dati al commerciante commissionandone la scomparsa?
Si, volontariamente i cavalli vengono dati al commerciante, ma poiché si tratta di cavalli che non possono terminare la loro vita alla macellazione legalmente, e poiché la stalla di origine deve spiegarne la scomparsa, il titolare della medesima stalla dichiara che quei cavalli sono stati rubati nottetempo… così si scarica della responsabilità del loro destino e del costo del loro mantenimento gli stessi che rubano cavalli per la macellazione illegale, sono disposti a ritirare i cavalli anche per i furti su commissione… per loro è sempre reddito sommerso, da non tracciare dal punto di vista del fisco.
Nei riguardi del fenomeno del furto dei cavalli, oltre a sensibilizzare le istituzioni, cosa si piuà fare?
Purtroppo si può fare poco. Per il fenomeno dei furti finti, la nostra azione va verso l’alto, perché maggiori siano i controlli sia durante i trasporti, sia nei luoghi di destinazione, i macelli. E’ evidente che nel caso del furto finto, la denuncia della scuderia che si vede l’ammanco dei cavalli, sia nei confronti di ignoti, e che la stessa scuderia non si rivolga affatto ad associazioni animaliste per ottenere un maggiore pressing delle forze dell’ordine per l’indagine. Nel caso di furto vero, è più probabile che il soggetto leso ci contatti. Ed è effettivamente capitato. Nel preciso, è capitato 3 volte nell’ultimo anno. In tutti e 3 i casi, si trattava di denunce di furto contro ignoti. Ovvero i soggetti lesi non avevano registrazioni video o prove relativamente a un possibile colpevole. In questi casi, può poco l’associazione animalista, tranne che sollecitare le forze dell’ordine a non tirarsi indietro alle indagini e quindi a rintracciare i colpevoli. Non si tratta di indagini che vengono considerate dalle forze dell’ordine una priorità, rispetto a reati sulle persone. E in nessuno dei 3 casi citati le forze dell’ordine medesime hanno rintracciato un colpevole e quindi noi si è potuto costiturci per dare manforte al proprietario leso nell’arrivare in penale a un giudizio di colpevolezza sul ricettatore di cavalli. Sicuramente, non abbiamo abbastanza risorse per assumere un investigatore privato perché rintracci il colpevole, quindi un nostro aiuto nel trovare i ricettatori ci può essere solo se, pubblicando un annuncio di un furto, qualcuno parla spontaneamente con noi, magari sotto anonimato, per farci sapere chi è il colpevole. Una persona informata sui fatti insomma. Ma non è mai successo ad oggi che qualcuno facesse la spia con noi sui responsabili di un furto o dell’altro. Se succedesse, dovrebbe comunque essere nel giro di poche ore dal furto, perché poi per l’accusa servono le prove, e quindi occorre che escano le forze dell’ordine e trovino i cavalli vivi nella stalla del ricettatore. Accusare qualcuno di aver rubato uno o più cavalli, senza prove e senza testimoni, sarebbe infatti un non senso dal punto di vista giuridico, non porterebbe di sicuro ad incriminare l’accusato, semmai il contrario, ad essere accusati di ingiuria o diffamazione.
In Italia il consumo di carne equina si è ridotto negli anni, ma non si sa se come causa o conseguenza al numero inferiore di cavalli sul territorio. Come esplicato in precedenza, la popolazione equina si è molto ridotta negli ultimi 15 anni, tale da non sopperire alla richiesta di carne equina. Cavalli vengono regolarmente importati dall’est Europa per essere macellati, a riprova che in Italia non ce ne sono a sufficienza per la domanda espressa.
Cosa vi proponete di fare come Associazione ?
Come associazione ci proponiamo di tutelare tutti gli equini, quale che sia il loro impiego e quale che sia il loro destino. Ci piacerebbe che l’equide fosse riconosciuto come animale d’affezione, e come tale non essere macellato. Ma siamo lontani anni luce da una tale soluzione che presuporrebbe che i proprietari si tenessero i loro animali fino a morte naturale. Invece i cavalli tendono a cambiare di più mani nel corso della loro esistenza, e a finire nel circuito della macellazione, legale o illegale, quale che sia la loro registrazione anagrafica, anche perché non esistono fondi per il pensionamento a carico dello stato dei cavalli indesiderati. Secondo l’esperienza di Horse Angels, sono una minoranza i proprietari che portano avanti la responsabilità di mantenere il proprio equino fino a morte naturale.
Quali i consigli dottoressa Ravello?
Per circorscrivere i furti veri, occorre non tenere i cavalli in pascoli incustoditi. Solo una recinzione a prova di furto e/o telecamere, la presenza di un custode anche di notte, e di cani che danno l’allarme al custode, possono circoscrivere i furti veri. Per quanto riguarda invece prevenire o circoscrivere i furti finti, quella se è possibile è una lotta ancora più dura. Bisognerebbe costringere i proprietari alla coerenza con il destino ultimo e anche quelle istituzioni che promuovono sport con i cavalli, e dunque incentivano gli stessi a registrare gli animali come non macellabili perché possano fare farmaci utilizzati frequentemente per gli equidi sportivi ma vietati per gli animali da macello. Coerenza con destino ultimo può significare solo accantonare i soldi per il pensionamento, cioé per quando il cavallo avrà terminato di avere una redditività come equide da sport e avrà bisogno di essere mantenuto esclusivamente come animale da compagnia.