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MILVA E ANITA, DIECI E LODE

MILVA E ANITA,  DIECI E LODE

28dic, 2021

Abbiamo voluto dare un  voto alle sorelle Carelli, che,  all’indomani dell’ultima corsa della Stagione di Trotto  2021 al Paolo VI di Taranto,  con una bella lettera aperta , che pubblichiamo integralmente, si soffermano cu ciò che è stato il loro personale impegno in questi anni. Un impegno, che noi di Puglia a Cavallo, ben ccomprendiamo, avendo seguito questa struttura sin dagli anni ’80 quando Donato Carelli, ospitò a Taranto i primi appuntamenti a carattere nzionale e volle proprio la sottoscritta a curarne l’ufficio stampa (n.d.r).

Sono passati anni, Donato alle sue figlie ha lasciato un’eredità bellissima ma anche omplessa, perchè un Ippodromo ha esigenze tutti i giorni, è fatto di persone e cavalli che hanno necessità diverse,  bisogni diversi, e diciamolo “caratteri” diversi;  una realtà,  che non poteva essere lasciata al caso, andava subito presa in mano, affrontata di petto.  Anita e Milva con la grinta di due leonesse, ognuna di loro con le propreie peculiarità, si sono buttate a capofitto nell’impresa del trotto e hanno condotto per mano il Paolo VI ad essere una realtà di grande interesse per la Città e per il trotto nel panorama nazionale. Una realtà sportiva in cui,  pur nel contesto delle corse, in cui  gli investimenti sono importanti , ed è ovvio il riscontro economico che ne scaturisce, ci piace mettere in evidenza, è grande  l’attenzione alla salute e al benessere dei cavalli. Un aspetto questo  su cui le sorelle Carelli hanno sempre puntato e  che fa la differenza.

Aperte alle diverse opportunità,  le sorelle Carelli, in questi anni hanno ospitato diverse manifestazioni collaterali al trotto, sia nell’ambito artistico che sportivo, come proprio quest’anno a Luglio, una delle tappe del Campionato Endurance Pony Fise Puglia che ha avuto grandissimo successo. Sede di stanza dellla Polizia a cavallo in occasione di manifestazioni e visite, il Paolo VI di Taranto si conferma per noi una struttura big, Alle sorelle Carelli Puglia a Cavallo da dieci e lode!

Nell’attedere  i vostri commenti, qui di seguito la lettera delle sorelle Carelli.

“Sulle ali dell’entusiasmo e sullo slancio del pomeriggio appena trascorso, con la consapevolezza che ieri si è svolta l’ultima, 36^, edizione del Gran Premio Città di Taranto.
Un Gran Premio voluto fortemente da nostro padre che amava come noi, visceralmente la città, e che modestamente abbiamo cercato di onorare in ogni modo dopo la sua scomparsa.
Consapevoli di aver fatto tutto secondo le nostre capacità e possibilità, ci siamo impegnate a regalare una bella ed apprezzata pagina della storia del Paolo Sesto. Ma questa volta dubbi ed interrogativi ci assalgono. Ci chiediamo se questo impegno, se il nostro lavoro, svolto con immutata passione sia stato in qualche modo
apprezzato dagli operatori, dal pubblico, dagli addetti ai lavori. Ci chiediamo ancora se si fosse potuto fare dipiù e meglio. Ma…., si c’è un ma.
Ci piacerebbe per una volta essere giudicate, vedere valutato magari come si fa a scuola, il nostro lavoro con un voto. Magari come si fa con un compito in classe….
Ci piacerebbe sapere se meritiamo davvero di essere tagliate fuori da un evento che resta, e resterà, nella storia di una città: Taranto. Ma anche dell’ippica nazionale.
Chiediamo anche di essere liberamente ed apertamente rimproverate se non fossimo state all’altezza, ma anche liberamente ed apertamente elogiate se il nostro lavoro fosse stato di gradimento, dagli addetti al lavoro, dagli operatori, dal pubblico….. ma soprattutto dai burocrati.
Una cosa però appare evidente ed incontrovertibile, la nostra Taranto: E’ VIVA… E lo ha dimostrato per l’ennesima volta, rispondendo alla grande all’appuntamento, nonostante tutto.
Nonostante la pandemia, le limitazioni, il super green pass, la pioggia e soprattutto durante la giornata di Santo Stefano che qui da noi al Sud è sacra quanto e come il Natale. Ci chiediamo infine, e lo vorremmo veramente sapere, cosa ci meritiamo e soprattutto che cosa ci aspetta per il futuro?
Come diligenti soldati nel corso di questi anni abbiamo accolto ogni tipo di decisione, poche volte gratificante, tante altre penalizzante. Come diligenti soldati abbiamo gridato in silenzio “obbedisco!” Siamo figlie di questa città che con orgoglio porta nel mondo la sua bellezza e la sua cultura, siamo imperturbabilmente tarantine.”

Anita e Milva Carelli

  • contributo fotografico Viva Voce

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