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IN PUGLIA OLTRE 100 TRATTURI, LA TRANSUMANZA PATRIMONIO DELL’UNESCO

IN PUGLIA OLTRE 100 TRATTURI, LA TRANSUMANZA  PATRIMONIO DELL’UNESCO

24gen, 2020

La transumanza, la tradizionale pratica pastorale di migrazione stagionale del bestiame lungo i tratturi e verso condizioni climatiche migliori, è stata iscritta, all’unanimità, nella Lista Rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco.

La Puglia, regina dei tratturi, con oltre 100 tratturi che  ne attraversano il suo territorio, ha un patrimonio a cielo aperto di inestimabile valore, culturale, storico e turistico, soprattuto considerando che oggi i tratturi non sono più utilizzati come vie di comunicazione di persone, animali e merci, ma sono diventati dei grandi musei all’aperto che costituiscono delle preziose testimonianze storiche e culturali, pronti ad accogliere l’uomo tecnologico alla ricerca di se stesso in sella ad un cavallo, a piedi in bicicletta o sui cosiddetti “carri” di un tempo.

Prima della costruzione delle antiche strade Romane lungo i tratturi si svolgevano intensi traffici commerciali, le piste erano percorse nelle stagioni fredde in direzione sud, verso la Puglia, nel periodo di massimo sviluppo la rete viaria tratturale si estendeva da L’Aquila a Taranto, dalla costa adriatica alle falde del Matese, con uno sviluppo complessivo che superava i 3000 km. .

I tratturi, strade molto particolari, per la loro disposizione a meridiane e paralleli (i cosiddetti tratturelli e bracci),  già nell’epoca  protostorica erano lunghe vie che venivano battute  dagli armenti e dalle greggi. In sostanza queste erano le autostrade di un tempo, e come accade oggi,  lungo tali assi viari sorsero opifici, chiese, taverne e fiorenti centri abitati.

Una ricchezza inestimabile che che già il decreto ministeriale del 1976, aveva  sancito classificando –   i tratturi beni di notevole interesse per l’archeologia, per la storia politica, militare economica, sociale e culturale sottoponendoli alla stessa disciplina che tutela le opere d’arte d’Italia.

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Oggi, il  voto positivo dell’Unesco certifica il valore della tradizionale migrazione stagionale delle greggi, delle mandrie e dei pastori che, insieme ai loro cani e ai loro cavalli, si spostano dalla pianura alla montagna, percorrendo le vie semi-naturali dei tratturi, con viaggi di giorni e soste in luoghi prestabiliti, noti come “stazioni di posta”.

Foto di Puglia a Cavallo

 

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