IMAGERY, SELF TALK, STATO DI FLOW: GESTIRE L’ANSIA IN GARA

IMAGERY, SELF TALK, STATO DI FLOW: GESTIRE L’ANSIA IN GARA

9Dic, 2019

Non solo una “circostanza” tecnica,  l’unità didattica,  che si è svolta al  Circolo Ippico “Brancasi”  di Brindisi  con i professori Giuseppe Battagliese  e MariaRosaria Battagliese, per gli steep formativi dedicati agli istruttori e tecnici  organizzato dal Comitato Regionale Fise Puglia, quanto piuttosto un momento di confronto, di  partecipazione e  di apprendimento di importanti tecniche che servono a gestire  l’ansia, migliorare le performance in gara non solo per gli istruttori in prima persona, ma anche come tecnica di insegnamento,  istruttore-allievo,  come  conoscenza e acquisizione di un patrimonio psico attitudinale, degli istruttori e tecnici da trasmettere  durante la cosiddetta “scuola equestre”.

Hanno partecipato con successo all’Unità Didattica, Silvia Angeloro, Nicola Bellacicco, Domenica Ciraci, Claudia e Daniela Colaninno, Nicola De Bernardis, Paolo De Padova, Mario Galati, Marika Norma Laducara, Francesco Lenti, Bartolomeo Losito, Alessia Lucchese, Francesco Napoletano, Francesco Scuderi, Serena Stea.

Fondamentale  è lo stile di comunicazione che l’istruttore deve avere nella sua lezione – afferma il prof. Giuseppe Battagliese, pedagogista, psicologo, psicoterapeuta, dottore di ricerca- Università di Salerno e tecnico FISE specializzato in Interventi Assistiti con il Cavallo,  dell’assertività a cui deve tendere, del ruolo che ricopre e del suo essere un modello e punto di riferimento. Ampio spazio è stato dedicato anche al modo di rapportarsi agli allievi in base alle caratteristiche della loro personalità e, quindi, all’importanza di adattare il proprio metodo di insegnamento in base alla persona che si ha davanti.

Cosa si intende prof. Battagliese per tecnica del Self Talk in ambito sportivo?

“La tecnica consiste nello sviluppo di affermazioni, incoraggiamenti, brevi istruzioni, parole chiave e frasi stimolanti, da ripetere a se stessi (mentalmente o ad alta voce)Si tratta di una modalità riflessiva che può fortemente influenzare il modo in cui andremo ad agire. L’uso del dialogo interno, conosciuto come tecnica del Self Talk, per controllare ed organizzare le cognizioni degli atleti è stato perciò proposto come elemento chiave per una prestazione di successo; per questo risulta frequentemente incluso nei training di preparazione mentale psicologica”

Lei spesso parla di imagery o allenamento ideomotorio ….  “secondo la definizione di Richardson, si riferisce a tutte quelle esperienze quasi-sensoriali e quasi-percettive di cui siamo coscienti e che per noi esistono in assenza di quelle condizioni di stimolo che realmente determinano quelle specifiche reazioni sensoriali e percettive. Le caratteristiche principali, quindi dell’allenamento ideomotorio sono: le capacità individuale di provare sensazioni in assenza di stimolo, la consapevolezza nell’esecuzione di questa attività mentale e ancora l’assenza di movimenti visibili, durante tale attività. In altri termini l’atleta può mentalmente ripercorrere il percorso o le riprese delle gare più volte mentalmente. In questo modo, oltre, a facilitarsi il compito successivo, si ridimensiona l’ansia da prestazione che potrebbe provare nell’affrontare le competizioni.

E’ stato detto che lo  Stato di flow non è solo un evento emozionale, quando si verifica prof. Battagliese? 

Il flow compare solo quando occorre affrontare attività che sfidano le nostre capacità e che richiedono un forte impegno come nel caso delle competizioni equestri.  E’ necessario sottolineato che deve esserci un equilibrio tra le richieste del compito e le abilità consone a colui che deve affrontarle. Quando l’impegno richiesto è troppo subentra una forte ansia non gestibile. Sul fronte opposto quando l’attività richiede scarso impegno subentra la noia. E’ lecito concludere che in entrambi i casi il flow non comparirà.

Concludendo con il termine si fa riferimento ad uno stato mentale, durante il quale l’atleta si sente coinvolto su quello che sta facendo a tal punto da non prestare alcun interesse a quello che accade intorno a lui.

L’unità didattica che ha seguito in Puglia ha risposto alle sue aspettative?

“Gli istruttori hanno partecipato con vivo interesse con molti adeguati ed interessanti interventi riferiti anche ad esperienze personali, coinvolti i proprietari del centro che ha ospitato  il corso formativo ed il Generale Luigi Castelluzzo che ha coordinato le attività.”

 

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