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DPA O NON DPA Norma ed etica

DPA O NON DPA  Norma ed etica

14mar, 2019

La legge italiana stabilisce che tutti gli equidi, allevati o detenuti nel territorio italiano, devono essere registrati presso la Banca Dati  degli Equidi (BDE).In questi giorni a seguito di una gara svoltasi in Puglia, l’argomento è tornato alla ribalta, e alcuni atleti e a dir  la verità anche alcuni tecnici ci hanno chiesto di chiarire cosa significa DPA e NON DPA. Peraltro si tratta di argomenti che la Federazione Italiana Sport Equestri ha dibattuto ampiamente facendone oggetto di una circolare. Ma con lo spirito di servizio che abbiamo, con piacere torniamo sull’argomento. Qui di seguito le scelte che il proprietario di un cavallo può fare.E vediamo cosa comporta alla luce dell’articolo 33 del regolamento.

L’iscrizione all’anagrafe equina prevede che il proprietario possa fare tre diverse  scelte:

1) Dichiarare nella Sezione II   del passaporto se l’equide non sia destinato alla produzione di alimenti per il consumo umano (definito NON DPA). Tale scelta è irreversibile.

2) Dichiarare nella Sezione II del passaporto se l’equide sia destinato alla produzione di alimenti per il consumo umano (definito DPA). Tale scelta è reversibile.

3) Non dichiarare nulla e in tale ipotesi viene considerato DPA, salvo dichiarazione contraria che potrà avvenire in qualsiasi momento successivo.

La legge ribadisce  che il non DPA non possa essere macellato per la produzione di alimenti per il consumo umano, non chiarisce invece in maniera inoppugnabile se non sia consentita la soppressione del cavallo non DPA per altri fini commerciali (esempio pellame, alimenti per mangimi per cani, ecc.).

Successivamente all’iscrizione presso l’Anagrafe Equina i cavalli possono essere iscritti al Repertorio federale. 

 

Il Consiglio federale con l’art. 33 del Regolamento ha confermato l’iscrizione nei ruoli federali di qualsiasi cavallo, ma ha limitato l’accesso all’attività sportiva solo ai cavalli che il proprietario dichiara NON DPA.  

Riportiamo qui l’articolo 33 del Regolamento federale.Art. 33 – Iscrizione dei cavalli sportivi al “Ruolo federale del cavallo

33.1 Tutti i cavalli che svolgono attività sotto l’egida e/o la vigilanza F.I.S.E. devono essere iscritti al Ruolo federale del cavallo

.33.2 L’iscrizione al Ruolo federale del cavallo conferisce al cavallo la qualifica di “cavallo atleta”, qualora lo stesso non sia destinato alla produzione di alimenti (così detto non Destinato alla Produzione di Alimenti “DPA”). Tale previsione è necessaria per i cavalli iscritti al Ruolo federale che svolgono attività sportiva

L’obiettivo che la  FISE con questa norma si è proposta  è  di sensibilizzare i proprietari a fare una scelta responsabile a favore dei propri cavalli, condividendo i principi federali di amore e rispetto verso il proprio cavallo compagno di sport, gioco e tempo libero.

Certo non è solo questa scelta che salva un cavallo dalla macellazione. Evidentemente un cavallo si salva quando il suo proprietario ne abbia l’intenzione, indipendentemente da ciò che è scritto sul suo documento. Anche perché va da se che dichiarare un cavallo NDPA non significa non venderlo ad un mercato parallelo semmai aggirando le regole previste in tema di somministrazione dei farmaci. Ma come sempre tali scelte sono  lasciate alle coscienze individuali.

Certo è che è priva di fondamento la notizia secondo la quale la Federazione abbia consentito la macellazione dei cavalli sportivi iscritti ai propri ruoli federali, perché la  scelta riguarda esclusivamente i proprietari.

Va detto piuttosto che  l’attuale Consiglio federale in discontinuità con il passato ha optato per un regime di restrizione nei confronti dei cavalli dichiarati DPA (o nel caso in cui il proprietario non abbia ancora effettuato la dichiarazione) escludendoli da qualsiasi attività sportiva svolta sotto l’egida federale,  sensibilizzando  e convincendo così  i proprietari di qualsiasi cavallo che si avvicina alla Federazione, al momento  dell’iscrizione di  optare per la dichiarazione di non DPA, in maniera da rendere irreversibile la destinazione non alimentare a fini umani del proprio cavallo.

La prossima battaglia che ci auguriamo possa  vedere unita la Federazione e il movimento equestre sarà quella di ottenere dallo Stato italiano il divieto alla soppressione e non solo la macellazione,  del cavallo,  per qualsiasi finalità commerciale.

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