CAVALLO E DIGITALE …. LA LEZIONE DELLA PRESENZA

CAVALLO E DIGITALE ….  LA LEZIONE DELLA PRESENZA

18Ott, 2025

🐴  Dalla tavola rotonda del MASAF al nuovo regolamento elvetico: il mondo equestre riflette sul valore educativo del cavallo e sulla necessità di un rapporto più consapevole con la tecnologia.

Unire educazione, sport e benessere per affrontare una delle sfide più urgenti del nostro tempo: la dipendenza digitale tra gli adolescenza

È questo l’obiettivo della tavola rotonda “Il cavallo nella prevenzione della dipendenza digitale negli adolescenti”, promossa dalla Direzione Generale per l’Ippica del MASAF e ospitata nella cornice simbolica del Circo Massimo di Roma — un luogo dove, da oltre duemila anni, il cavallo rappresenta cultura, energia e civiltà.

Un confronto tra istituzioni, esperti e protagonisti del mondo equestre, uniti dall’idea che la relazione con il cavallo, mediata da istruttori qualificati, possa diventare un potente strumento educativo. Un’esperienza capace di sviluppare empatia, fiducia e senso di responsabilità, restituendo ai giovani equilibrio emotivo e consapevolezza di sé.

Tra i partecipanti, Paola Frassinetti, Sottosegretario al Ministero dell’Istruzione e del Merito, ha sottolineato il ruolo fondamentale della scuola e dello sport come strumenti di crescita e prevenzione.

Marco Di Paola, Presidente della FISE e Vicepresidente del CONI, ha messo in evidenza come l’equitazione rappresenti un percorso formativo unico, in grado di riportare i ragazzi al contatto con la natura e ai valori autentici dello sport.

Sul piano scientifico, Federico Seghi Recli dell’Istituto Europeo delle Dipendenze (IEuD) ha illustrato i dati relativi all’abuso digitale e agli effetti negativi della connessione costante, ricordando come la relazione uomo-cavallo possa favorire autocontrollo e autostima.

Emanuela Modestino, Presidente di UNIO Animal and Human Training, ha presentato il nuovo percorso formativo dedicato agli istruttori equestri, volto a integrare la pratica equestre con strumenti educativi per la prevenzione delle dipendenze.

A chiudere i lavori, Remo Chiodi, Direttore Generale per l’Ippica del MASAF, ha ribadito il valore del cavallo come risorsa culturale, sociale e educativa:

“Lo facciamo in un luogo simbolo come il Circo Massimo, che duemila anni fa era il tempio del cavallo e oggi torna ad esserlo, ma con una nuova missione: quella di rimettere al centro la persona, la relazione e il rispetto.”

Un concetto ripreso anche dal Sottosegretario Patrizio La Pietra, che nel suo messaggio di saluto ha ricordato:

“È scientificamente provato: la relazione con il cavallo aiuta i giovani a sviluppare competenze emotive per un uso consapevole di smartphone e social.”

Dalla Svizzera un segnale chiaro: no al cellulare in sella

Quasi in contemporanea con l’iniziativa del MASAF, la Federazione Elvetica ha avanzato la proposta di introdurre un nuovo articolo regolamentare che limiti l’uso dei cellulari durante la pratica equestre.

Un gesto che nasce da un’esigenza concreta: sempre più spesso, cavalieri di ogni età vengono sorpresi a scattare foto o rispondere a messaggi mentre sono in sella, con il rischio di compromettere la sicurezza e l’attenzione verso l’animale.

La misura non vieta l’uso di auricolari, ma richiama l’importanza di mantenere le mani libere e la mente presente.Un segnale di buon senso che si sposa con la riflessione lanciata dal MASAF: il cavallo come antidoto alla distrazione digitale.

Ritrovare il tempo dell’ascolto

Il cavallo non è solo un compagno di sport, ma uno specchio emotivo che chiede presenza, attenzione e rispetto.Nella sua calma e nella sua forza silenziosa ci ricorda il valore del tempo reale, del contatto autentico, della relazione che guarisce.

In un’epoca dominata da schermi e connessioni virtuali, il messaggio che arriva dal mondo equestre — dalle istituzioni italiane fino ai regolamenti internazionali — è chiaro e universale:  ritrovare la presenza, riscoprire la relazione, restituire alla vita il ritmo naturale che solo il cavallo sa insegnare.

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