31Ago, 2026
Quattro netti e un sogno azzurro. Poi la gara cambia volto: la Francia conquista l’oro, Spagna e Marocco si giocano l’argento al barrage. Italia quarta con 11 penalità
Per un’ora e oltre ci abbiamo sperato tutti, un tempo sospeso, al Terra Jonica, in cui sembrava davvero che il sogno azzurro potesse diventare realtà.
La notte aveva già acceso le luci sul magnifico impianto di San Giorgio Ionico, rendendolo ancora più suggestivo. Noi di Puglia a Cavallo eravamo lì, a vivere da vicino una delle giornate più importanti dell’equitazione pugliese. E per l’Italia, l’inizio era stato semplicemente perfetto.
Quattro binomi, quattro percorsi netti.
Per un attimo abbiamo cavalcato un sogno.
Ma chi conosce il salto ostacoli sa bene che una gara a squadre non finisce mai al primo percorso. Un confronto internazionale di questo livello è lungo, e soprattutto imprevedibile: quando in campo ci sono cavalieri di grande esperienza e cavalli di assoluto pregio, basta poco per cambiare completamente una classifica.
Ed è esattamente quello che è successo al Terra Jonica, teatro del salto ostacoli dei Giochi del Mediterraneo 2026.
La Francia non sbaglia e vola all’oro
Dopo due round, a salire sul gradino più alto del podio è stata la Francia, capace di chiudere la competizione con zero penalità.
Un risultato costruito sulla continuità: i transalpini hanno saputo mettere a segno tre percorsi netti su quattro in ciascuno dei due giri, dimostrando una solidità che alla fine ha fatto la differenza.
Alle loro spalle, invece, è stata necessaria una sfida supplementare.
Spagna e Marocco hanno chiuso entrambi a quota 4 penalità, rendendo inevitabile il barrage per decidere chi avrebbe conquistato l’argento e chi il bronzo.
E lo spareggio ha premiato la Spagna, con il Marocco comunque protagonista di una prova di grande spessore.
Il podio finale parla dunque francese, spagnolo e marocchino:
🥇 Francia – 0 penalità
🥈 Spagna – 4 penalità
🥉 Marocco – 4 penalità
Italia, dal sogno al quarto posto
E l’Italia?
È stata una gara dai due volti.
Il primo round aveva fatto sognare. Quattro percorsi senza penalità avevano portato gli azzurri nel gruppo delle squadre da battere.
Poi, nella seconda manche, sono arrivate le difficoltà.
L’Italia ha chiuso con 11 penalità complessive, sufficienti per conquistare il quarto posto, ma non per difendere quel podio che, dopo il primo giro, sembrava alla portata.
I percorsi degli azzurri raccontano perfettamente la storia della giornata:
Matteo Zamana – Captain Conner: 0/0
Giacomo Bassi – Cape Cod: 0/7
Lorenzo Correddu – Dalakani Chardonnet: 0/8
Emilio Bicocchi – Hemerald d’Argonne: 0/4
E proprio Matteo Zamana, con il doppio netto, è stato uno dei protagonisti della prestazione italiana, chiudendo anche nella parte alta della graduatoria individuale.
Tutti gli azzurri avanti nella gara individuale
La buona notizia, guardando già alla prossima sfida, è che tutti e quattro i binomi italiani hanno ottenuto la qualificazione al primo round della finale individuale.
Zamana e Captain Conner hanno chiuso senza penalità e si presentano dunque tra i binomi da tenere d’occhio.
Alle sue spalle, Emilio Bicocchi è decimo con 4 penalità, maturate sull’ultimo ostacolo del secondo round.
Più indietro troviamo Giacomo Bassi, 22° con 7 penalità, e Lorenzo Correddu, 23° con 8.
La gara a squadre, dunque, è già consegnata agli archivi. Ma per gli azzurri il Mediterraneo non è ancora finito.
C’è ancora una medaglia individuale da inseguire.
Un podio che racconta il grande livello della sfida
Guardando il risultato finale, emerge anche un dato che vale la pena sottolineare.
Il salto ostacoli dei Giochi del Mediterraneo ha confermato di essere una competizione tutt’altro che scontata. Francia, Spagna e Marocco hanno portato in campo squadre competitive, con cavalli di grande qualità e cavalieri capaci di reggere la pressione fino all’ultimo salto.
E il risultato del Marocco assume un significato ancora più interessante considerando la presenza alla guida tecnica della nazionale di Philippe Rozier, campione olimpico a Rio 2016 e tornato nel 2026 alla guida del team marocchino nel salto ostacoli.
Anche la Francia si è presentata con una struttura tecnica di alto livello, così come la Spagna, a conferma della qualità del confronto andato in scena al Terra Jonica.
Una giornata che resta
Per noi di Puglia a Cavallo, esserci è stato anche questo: vedere da vicino un grande evento internazionale equestre disputato proprio nella nostra terra.
Abbiamo visto il pubblico riempire gli spazi dell’Horse Club Terra Jonica, abbiamo seguito la tensione prima dell’ingresso in campo e abbiamo vissuto quel primo giro nel quale l’Italia sembrava aver trovato la strada perfetta.
Poi è arrivata la seconda manche, perché il salto ostacoli è anche questo.
Non concede nulla.
Puoi partire con quattro netti e pensare al podio, ma devi continuare a saltare. Devi mantenere la concentrazione, ascoltare il cavallo, leggere il percorso, gestire la pressione.
La Francia lo ha fatto fino in fondo.
La Spagna e il Marocco hanno dovuto farlo anche oltre il percorso base, al barrage.
L’Italia ha chiuso quarta, con 11 penalità, ma lascia il Terra Jonica con una certezza: il sogno azzurro non è finito.
Perché adesso arriva la sfida individuale.
E al Terra Jonica, dopo una notte così bella, c’è ancora un ultimo salto da affrontare.
UN PERCORSO FIRMATO ULIANO VEZZANI, UNA SQUADRA TUTTA PUGLIESE
A disegnare i due percorsi della Jumping Team Final è stato Uliano Vezzani, chef de piste di grande esperienza internazionale, chiamato a costruire una gara capace di mettere alla prova tecnica, precisione e capacità di gestione dei binomi.
Un lavoro tecnico importante, supportato in maniera eccellente da un team di istruttori e tecnici dell’Horse Club Terra Jonica, che ha messo a disposizione competenza, professionalità e soprattutto una grande disponibilità nel supportare il grande maestro.
Il loro è stato un lavoro forse meno visibile al grande pubblico, ma fondamentale per la riuscita della manifestazione. Si sono spesi in maniera egregia, lavorando con attenzione e dedizione affinché ogni dettaglio fosse all’altezza di un appuntamento internazionale.
E questo merita di essere sottolineato: dietro una gara che si vede per poche ore ci sono giornate di preparazione, organizzazione, lavoro sul campo e una squadra che spesso opera lontano dai riflettori.
Al Terra Jonica, quella squadra ha dimostrato di essere all’altezza della sfida.
E aggiungerei questa frase, perché secondo me è molto bella per Puglia a Cavallo:
Perché il successo di una manifestazione equestre non si misura soltanto dalle medaglie che finiscono al collo dei cavalieri, ma anche dalla qualità di chi lavora perché quelle medaglie possano essere conquistate nel migliore dei campi di gara.
UN PICCOLO INCISO, PER CHI AVREBBE VOLUTO ESSERCI
C’è però un aspetto che non possiamo non registrare.
In occasione della gara, alcuni spettatori che avevano acquistato il biglietto si sono visti annullare la prenotazione a causa di problematiche legate al sistema di gestione delle disponibilità. Una situazione che, per quanto abbiamo potuto verificare, non è imputabile all’Horse Club Terra Jonica, ma alla gestione del sistema di prenotazione e al numero di posti effettivamente disponibili rispetto a quelli inizialmente messi in vendita.
Come Puglia a Cavallo avevamo cercato informazioni per poter dare ai nostri lettori indicazioni chiare e tempestive, ma dal Comitato Organizzatore dei Giochi del Mediterraneo non è arrivata una risposta completa che consentisse di chiarire fino in fondo quanto accaduto.
Lo segnaliamo senza alcuna volontà polemica, ma perché riteniamo corretto dare conto anche di questo aspetto: chi aveva scelto di acquistare un biglietto e di vivere dal vivo una giornata così importante meritava di poterlo fare senza ritrovarsi, successivamente, con una prenotazione annullata.
Detto questo, sarebbe davvero un peccato lasciare che una criticità organizzativa oscurasse ciò che abbiamo visto al Terra Jonica.
Perché quando le luci dell’impianto si sono accese, quando il pubblico ha riempito gli spazi e soprattutto quando sono entrati in campo quei grandi cavalieri con i loro splendidi cavalli, la magia dello sport ha preso il sopravvento.
E per qualche ora, al Terra Jonica, abbiamo davvero sognato insieme a loro.


