19Gen, 2025
Il Murgese compie 100 anni e gli allevatori volano oltre confine.
Siamo a 100 anni dalla nascita della razza… e, una storica, ma al contempo giovane famiglia di allevatori, ci riferiamo ai suoi attuali componenti, celebra alla grande, con semplicità,
forse anche incosapevoli del valore che recano, questa data con la partecipazione ad una fiera equestre, che rappresenta uno dei must per gli appassionati di razze equine.
Ci riferiamo ad Aurelia e Michele Ricci, titolari con la famiglia, i genitori, Pasquina e Orazio dell’Allevamento di Vallenza, votato alla Razza Murgese.
Quest’anno, il mondo equestre celebra una data storica: il centenario della nascita ufficiale della razza Murgese. Era il 30 aprile 1925 quando, alla Provincia di Taranto, si sanciva la creazione di questa Razza Cavallina mesomorfa, nota per il suo mantello morello zaino, la taglia robusta e le sue straordinarie qualità. Un cavallo che, come descriveva il veterinario Michele De Mauro, presentava caratteristiche così uniche da meritare di essere contraddistinto col nome di “cavallo delle Murge”. (notizia che fu divulgata grazie al team Luca Pastore-Roberto Aquaro, caporedattore quest’ultimo della Gazzetta del Mezzogiorno, che iniziarono a lanciare i primi segnali per una divulgazione di massa, con un lavoro del 1984).
Oggi, cento anni dopo, la razza Murgese non è solo un simbolo dell’heritage pugliese, ma ha saputo conquistare anche i cuori degli appassionati e degli allevatori di tutto il mondo. La sua presenza in eventi internazionali, come il Salon de Cheval Passion di Avignone, dimostra l’appeal crescente di questo cavallo pregiato, apprezzato per la sua eleganza, forza e capacità di adattamento.
Gli Stalloni Murgesi alla fiera di Avignone
In questa occasione, l’Allevamento di Vallenza della famiglia Ricci, in collaborazione l’Allevamento di Villafranca d’Asti, il Nero delle Murge, ha portato in fiera, dietro invito di Caroline Mercier, referente di Chevaux Murgese France, due esemplari di grande valore: Samir Edith di Vallenza (figlio di Edittoeinaudi e Dea di Vallenza) e Stroll di Vallenza (da Lucero Edith di Vallenza e Ursula), (ndr -entrambi con ascendenti di “Peppinella” capostipite della razza nel 1919, così come anche il terzo soggetto presente in fiera che vedremo appresso, dell’allevamento sant’Angelo dei Piccoli), accompagnati personalmente dai titolari Aurelia e Michele Ricci. Due cavalli che hanno impressionato per la loro qualità e presenza, rafforzando il legame tra tradizione e innovazione dell’allevamento Murgese.
A questi si è aggiunto un altro soggetto proveniente dal sud Italia, dal prestigioso allevamento pugliese Sant’Angelo dei Piccoli: Questor di Sant’Angelo. Un magnifico stallone già da qualche tempo su suolo francese sotto la guida del Murgese France – Chevaux Murgeses. Il team di Sant’Angelo dei Piccoli ha espresso entusiasmo per la partecipazione di questo cavallo, elogiando il lavoro di valorizzazione fatto da Chevaux Murgese France che ha portato il Murgese oltre i confini italiani, facendo apprezzare le qualità uniche della razza a livello europeo. Spiegato il nostro titolo: Il murgese compie 100 anni e gli allevatori volano oltreconfine.
Un patrimonio da conservare e divulgare
La presenza di questi tre stalloni di altissimo livello alla rassegna non è stata solo occasione di vetrina per il Murgese, ma simbolo del lavoro di anni, di passione, ricerca e dedizione da parte di allevatori, esperti e appassionati. In un’epoca in cui la globalizzazione ha accorciato le distanze, il Murgese trova spazio in mercati internazionali come la Francia, la Germania. Quest’anno in particolare, proprio la Germania, ha richiesto agli allevatori pugliesi, soggetti adatti a rimpinguare il parco cavallo delle sue Forze dell’Ordine. Così come in altri paesi europei, dove viene apprezzato non solo per la sua bellezza, ma anche per la sua versatilità e il suo carattere.
Da segnalare ancora il progetto di inclusione delle femmine nel Data – Base del Murgese, nato da un’idea e dall’impegno di Checco Curci – che dà seguito, in forma digitale, al lavoro “Stalloni murgesi in razza. Genealogia 1927-1987” pubblicato da Luca Pastore in Riflessioni-Umanesimo della pietra del luglio 1987.
Un passo fondamentale per preservare la memoria storica e la varietà genetica della razza. A farsi promotore di questa iniziativa è stato Checco Curci, docente di urbanistica, esperto di razza. Il suo impegno per il completamento del database che finora ha incluso solo i maschi, è essenziale per il futuro della razza. Un dato che oggi più che mai è stato compreso dagli allevatori.
A tal proposito, l’appello che Puglia a Cavallo e la sottoscritta DG, lanciano a Fabio Silvestre, veterinario, esperto di razza e soprattutto grande appassionato (autore dell’ottimo sito riservato al Murgese) un invito alla comunità equestre affinché non si disperda il patrimonio di conoscenze legato al Murgese, per far si che le informazioni, dati storici, tradizioni continuino a essere catalogati, tramandati. Quindi un invito a scavare nella memoria.
Una razza che supera i confini
Il Murgese è oggi un cavallo che vola oltre i confini nazionali, una razza che non solo resiste nel tempo, ma si rafforza, cresce e si fa apprezzare a livello mondiale. L’orgoglio degli allevatori, come la famiglia Ricci, e l’impegno di giovani appassionati come Checco Curci, sono la prova tangibile di un patrimonio che va oltre la semplice tradizione, diventando un simbolo di eccellenza, professionalità e passione.
Nel celebrare questo centenario, non possiamo che guardare con speranza al futuro, continuando a valorizzare e diffondere la razza Murgese in Italia e nel mondo. La divulgazione è la vera ricchezza che possediamo, e ogni passo avanti, ogni nuovo successo, rappresenta un piccolo ma significativo tributo al lavoro di chi ha creduto in questa razza da sempre.





