11Gen, 2017
Con Marco Di Paola, 48 anni, già candidato presidente, alla guida della Fise, nella scorsa tornata elettorale, continuano le interviste dei candidati presidenti per il prossimo 23 gennaio in cui si decideranno le sorti del vertice FISE e della squadra di testa.
Il suo esordio da cavaliere fu con Adriano Capuzzo al Pony Club Roma. La carriera agonistica da Juniores e Young Rider è stata successivamente sotto la guida di Duccio Bartalucci, anni in cui ha fatto i ritiri federali ai Pratoni del Vivaro con il Col. Raimondo d’Inzeo. E’ stato Ufficiale dei Carabinieri a Cavallo nel Gruppo Sportivo.
Ha poi interrotto l’attività sportiva tra la fine degli anni novanta e primi del 2000 per dedicarsi a diventare campione nella sua professione. E’ laureato in Giurisprudenza ed è avvocato. Ma ha seguito una precisa vocazione imprenditoriale. Gestisce infatti un gruppo di aziende che opera nella filiera dell’edilizia e una in start up per la costruzione di aerei ultraleggeri. E’ marito, padre di 4 figli e ippogenitore di 3 gemelle anche loro appassionate di pony. E’ comproprietario del glorioso Pony Club Roma. E’ comproprietario del circolo Asperteam che ha anche costruito a Roma. E’ cavaliere amatore e proprietario con un team di amici di una scuderia di cavalli di prima squadra di salto ostacoli affidata a Luca Marziani.
Come è cambiata la Fise in questi ultimi anni?
“E’ cambiata molto e non in meglio. Di dirigenza in dirigenza. L’attenzione verso lo sport, soprattutto quello di base, è andato sempre più in secondo piano. Il metodo elettivo che proponeva la possibilità di concentrare sette deleghe su un solo avente diritto al voto ha di fatto dato origine a un sistema di clientele che garantivano i voti in cambio di promesse, direi cambiali, che poi dovevano essere mantenute a spese dei tesserati e della complessiva efficienza della Federazione. Tutto questo ha generato due effetti molto negativi: i cavalieri al vertice che avevano ambizioni internazionali hanno dovuto fare i bagagli e trasferirsi all’estero e nella vostra regione avete un esempio eccellente!. Gli amatori, quella base di tesserati che di fatto fa vivere la FISE, sono stati tartassati da costi crescenti e difficili da sostenere. Il tutto si è concretizzato in una totale mancanza di crescita dei tesserati amatori.”
Quali sono stati i settori che sono cresciuti -e, se sono cresciuti, si tratta di una crescita numerica o qualitativa?
Di fatto sono cresciuti solo i settori non olimpici dei pony games, della equitazione di campagna e in parte del Reining ed Endurance. Settori che meritano tutto il rispetto , sono la nuova frontiera del nostro sport e meritano molta attenzione.”
A livello internazionale ritiene che l’Italia abbia margini di miglioramento? in quale disciplina, solo nel salto ostacoli e nel dressage?“I cavalieri italiani hanno enormi margini di miglioramento in tutte le discipline olimpiche e anche in quelle non olimpiche come l’Endurance e il Reining. E’ però necessario creare intorno ai cavalieri di vertice un ambiente e una struttura capace di sostenerli nei loro sforzi davvero immani, quelli che oggi sono indispensabili per eccellere in campo internazionale. Non voglio entrare nei casi specifici ma quello che è accaduto nel mondo del dressage italiano negli ultimi mesi urla vendetta. Qualcuno ha sbandierato le capacità miracolosa di un sistema unico italiano e poi ha assoldato due tecnici stranieri uno dei quali si è anche fatto vedere poco o nulla, essendo inoltre costato una piccola fortuna. In Italia abbiamo risorse tecniche straordinarie che vanno valorizzate e utilizzate in modo strategico e ben pianificato.”
Quali i propositi per le discipline alternative al Salto Ostacoli, o al Dressage, come Reining, Volteggio, Endurance, che pure sono entrate di diritto a far parte di casa FISE?
“Tutte le discipline devono avere attenzione adeguata da parte della FISE che oggi è davvero troppo orientata sul salto ostacoli di vertice e pensa poco o nulla alle altre.”
La candidatura di Marco Di Paola cosa potrà apportare alla Fise?
La parte più innovativa del mio programma, oltre alla trasparenza assoluta nella gestione di una casa di vetro, è la creazione di quelle che chiamo strutture a doppia velocità. Ogni dipartimento sarà diviso in due settori separati che lavoreranno in piena sintonia. Un settore dedicato allo sport di vertice, quello che deve portarci le medaglie, così come chiaramente definito nella missione di una federazione del CONI. L’altro settore sarà invece interamente ed esclusivamente dedicato allo sport di base, quello degli amatori che fanno vivere l’ intera Federazione con i loro soldi. E’ un settore che richiede esperienze e conoscenze diverse. Il resto di quello che penso di apportare alla FISE credo sia ben descritto nel mio sito. Invito tutti a collegarsi e leggerlo con attenzione. Aggiungo solo che io se sarò eletto non sarà perché ho firmato cambiali con nessuno. La mia squadra sarà composta da persone che hanno dimostrato di avere competenza, esperienza e integrità di assoluta eccellenza.”
I programmi degli altri contendenti cosa hanno di diverso rispetto al suo? “Quello di Orlandi non lo conosciamo.”
Era possibile trovare una posizione di equilibrio nelle tre candidature?
“Io ho provato a trovare punti di contatto. Mi sono reso conto che era impossibile perché ho una visione globale di come deve essere fatta una Federazione moderna troppo lontana da quella dei miei contendenti.”
Si deve investire più sulla base o più sul consolidato?
“Si deve investire sulla base e sulla crescita dei tesserati. Si deve lavorare seriamente per portare a cavallo bambini e bambine delle scuole elementari e medie ma lo si deve fare con un progetto strategico realistico che deve basarsi su una profonda conoscenza dei meccanismi territoriali. Fare un accordo nazionale con il Ministero dell’Istruzione per portare i bambini a fare l’ora di ginnastica montando i pony vuol dire non sapere come funzionano i meccanismi della istruzione in Italia. E’ solo una mossa di propaganda che non porterà un solo bambino o una sola bambina a montare un pony per i 50 minuti dell’ora di educazione fisica.”Dobbiamo prendere esempio da quello che è stato fatto in Francia dove il settore pony games/ludico è ormai da almeno dieci anni diventato il serbatoio principale degli appassionati di varie discipline equestri.”
Le Regioni, i Comitati regionali quale ruolo avranno nel suo programma, il decentramento in quale misura funzionerà?“Il presidio del territorio da parte di una dirigenza locale appassionata e dedicata è elemento essenziale per la crescita e il consolidamento delle attività equestri. Qualunque progetto di centralizzazione spinta è contro la storia e contro gli interessi della FISE. La mia FISE lavorerà per valorizzare al massimo le competenze e la passione dei dirigenti locali.”
“Voi siete un esempio di eccellenza con un consiglio di profilo e un presidente leader.”