6Lug, 2016
Oggi raccontiamo la storia di un altro grande appassionato di cavalli, Pietro Marseglia, allevatore di Dance Little Spoock, già vincitrice del Futurity Level 4 a 3 anni e di tantissimi importanti titoli, ma soprattutto della “doppia medaglia d’oro” all’Europeo di Aachen 2015 sotto la sella del giovane Giovanni Masi De Vargas, cui Marseglia l’ha affidata alla vigilia dell’appuntamento continentale.
La sua è una storia che inizia 43 anni fa; ex pilota di go kart, vive a Monopoli, dove lavora nell’azienda di famiglia, nel campo alimentare, in particolare degli olii vegetali, nel settore zootecnico, nella produzione della farina di soia, e in quello delle bioenergie, dalla produzione di olii e legno a quella di biodiesel, fortemente appassionato del suo lavoro, ha in comune con i nati, come lui, sotto il segno del Sagittario, la schiettezza, l’ottimismo, la briosità e la vitalità che lo porta ad avere sempre nuovi interessi, dai quali niente e nessuno potrebbe distoglierlo.
Presidente dell’ ACRP, associazione affiliata ad I.R.H.A. – Italian Reining Horse Association ed aggregata F.I.S.E. – Federazione Italiana Sport Equestri, cha ha l’obiettivo di promuovere e diffondere la disciplina equestre, in particolare del Reining, su tutto il territorio pugliese.Per Pietro quello per i cavalli, è un interesse riemerso da qualche tempo, perché, già da ragazzo aveva un cavallo da salto con il quale qualche volta usciva in passeggiata, ma la passione, quella vera, nasce a fine 2008 quando monta il primo Quarter Horse in un campo innevato perché sua moglie, Helena, già appassionata di cavalli e di reining, lo voleva e gli chiese cosa ne pensasse, da un consulto al primo acquisto il passo è breve, ma la cavalla intanto era già gravida, così inizia lo studio delle genealogie del Reining …
E si sa, ci sono momenti nella vita in cui accadono cose che ne cambiano il corso, come l’ incontro con due cavalle Gunna Be Majestic e Dance Little Spook, che danno proprio la svolta al Quarter Dream. Così dopo la partecipazione al suo primo show, il Derby Italiano a Reggio Emilia, iniziò ad insinuarsi in Pietro l’idea dell’allevamento, con la consapevolezza che gli incroci giusti possono fare la differenza. Anche perché lui di incroci già ne sapeva qualcosa, considerando che da bambino allevava fantastici pesci tropicali, i Discus, i re dell’acquario di acqua dolce e sapeva bene che è proprio nell’incrocio e nell’allevamento che si gioca la differenza e la qualità.
Sempre troppo poco, per Pietro Marseglia il tempo che oggi dedica ai cavalli, a causa degli innumerevoli impegni di lavoro che non gli permettono di dedicarsi abbastanza quanto vorrebbe, tuttavia è confortato dal fatto che oggi il Quarter Dream ha un importante team su cui fare affidamento. Certo la scelta finale degli incroci, delle fattrici e quella dei fornitori, è sempre sua, ma la squadra, è, oggi, per lui un punto di forza.
“Dedichiamo grandi spazi a puledri e fattrici, – afferma Pietro Marseglia – curando in maniera quasi maniacale i paddock, seminandoli e irrigandoli a rotazione ed investendo nel fieno e nel mangime migliore. Durante la fase di crescita i nostri puledri vengono seguiti da un equipe di veterinari e maniscalchi, che, con professionalità curano lo sviluppo e la crescita di tutti i nostri soggetti in genere.
Per la fase successiva di addestramento e preparazione agli shows Marseglia si è affidato a Markus Gebert, un giovane trainer tedesco pluricampione che ha una personalità molto positiva che ha sposato il concetto che, per Marseglia, è fondamentale, e che esprime l’ideale della filosofia del Quarter Dream, concettualizzata in una semplice frase, “realizzare i propri sogni”. Ad affiancare Markus nel lavoro a casa , con la formazione dei puledri e poi in gara, è un giovane trainer locale Damiano Candita. Il team si completa con altri professionisti, la moglie Helena Converso per la parte agricola, Giuseppe Maurogiovanni, il manager, detto anche “Performance”, grande cavaliere non pro, appassionato e soprattutto conoscitore del settore reining, Simona Malagnino, new entry 2016 detta “Cyber Simo” per via della sua predisposizione alla parte media, si occupa delle pratiche di ufficio e anche dell’allevamento. Jawad Zaki e Sharifa Abdullah, che battagliano sul campo sia con le manutenzioni che con le routine che riguardano la conduzione allevatoriale e ancora, come outsourcing, i trainer Gennaro Lendi e Franco Bertolani che negli USA contribuiscono all’addestramento di alcuni soggetti. “Ma credo che la cosa importante, continua Pietro Marseglia, sia sempre l’entusiasmo e confesso che tutte le volte che passo un weekend in gara e tutte le volte che vado in allevamento mi sembra ancora di vivere un sogno.”
Pietro, per te i cavalli cosa rappresentano una passione o un business?
“Oggi è solo passione allo stato puro, con tanto investimento e un pizzico di follia. Sicuramente quando il Centro, che oggi conta circa dieci ettari, sarà completato, non nego, che, nelle intenzioni è che possa divenire uno dei luoghi di eccellenza al mondo dove poter praticare il Reining, dunque tutto ciò potrà dare a quella che oggi è una passione, una svolta imprenditoriale, che si autofinanzi, potendo garantire anche ai privati professionalità, spazi e servizi necessari alla disciplina.”
Quali sono i prossimi passi?
Senza una struttura adeguata, non è possibile addestrare soggetti ad alti livelli, infatti tutti i nostri cavalli da gara, oggi sono in addestramento altrove; proprio a febbraio 2016 abbiamo presentato, una richiesta per la realizzazione, appunto in zona Monticelli ad Ostuni dove abbiamo la sede del Quarter Dream, di un centro equestre completo con arena coperta, tondino, giostra, e servizi vari, in modo da poter gestire meglio sia i nostri cavalli che quelli di terzi e sostenere la crescita della disciplina grazie a numerose iniziative che oggi non è possibile realizzare “.
Prima ci hai confessato che l’ultima parola in fatto di incroci spetta a te, ma, come decidi gli incroci, quali tecniche usi?
Analizzo i cavalli che vincono di più e prendo spunto da incroci vincenti adattandoli anche all’aspetto morfologico e tecnico delle nostre varie fattrici.
Quali caratteristiche deve avere un cavallo da reining?
Innanzi tutto equilibrio mentale, resistenza fisica, agilità e “gesto” (stop e spin).
Quanti cavalli conta il Quarter Dream?
Le nostre fattrici sono circa 10 ma grazie alla tecnica dell’embryo transfer possiamo produrre più puledri con le migliori riproduttrici, utilizzando delle riceventi. Puntiamo molto alla qualità e meno alla quantità, cerchiamo di essere leader nella qualità e nella media sulla quantità.
Come è scandito il tempo per un cavallo da reining quando non fa gare.
Quando i nostri cavalli non sono in gara trascorrono il tempo in paddock a riposo, fondamentale per il loro recupero psico-fisico.
Una passione quella per i cavalli che oggi Pietro condivide con tutta la sua famiglia – non pensavo – afferma che una passeggiata o anche il lavoro in campo potesse avere degli aspetti talmente benefici soprattutto dal punto di vista psicologico con effetti molto positivi che si ripercuotono anche sulla mia vita lavorativa, infatti sono stato molto contento quando mia figlia ha fatto i primi spin o quando mio padre ha montato uno dei nostri cavalli migliori, vorrei tanto montare insieme a tutta la famiglia anche se mi rendo conto che alcune volte non è opportuno avere aspettative o fare pressioni, perché è giusto che ognuno trovi la sua strada e decida da solo.
Quindi che tipo di papà sei?
“Fosse per me li terrei sempre con me, ho due figli, Vivi, la ragazza, che ha 14 anni e Dino che ne ha 11, scuola permettendo andiamo al ranch e trascorriamo del tempo insieme ma non è mai abbastanza; la loro semplicità mi fa ancora sorridere e l’energia che trasmettono è per me ineguagliabile.”
Cosa ti auguri?
“Vorrei che ci fossero più strutture organizzate dove poter montare, e dove le famiglie possano passare del tempo insieme guardando una gara e passeggiare immersi nel verde divertendosi. Auspico dunque che Quarter Dream possa diventare un punto di riferimento per l’equitazione in Puglia e al Sud Italia, io ci provo.”





